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Ignorare alcune persone non è maleducazione. E’ sopravvivenza.

Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducatiJoan Fuster

Essere brave persone non sempre conviene nella vita. Cresci nella convinzione che comportarsi bene con il prossimo, essere educato, cortese, disponibile, ti ripagherà sempre.

Purtroppo crescendo ti rendi conto che non sempre comportarti correttamente ripaga, anzi, nella maggior parte dei casi ti penalizzerà e ti rendi conto che le persone con cui esercitare l’educazione ed il rispetto, che i tuoi genitori ti hanno sapientemente impartito, si contano davvero sulle dita di una mano.

Crescendo ti rendi conto che la maggior parte della gente legge nella tua educazione il diritto di sentirsi superiore, di usarti, di ferirti, mancandoti di rispetto per poi allontanarsi quando hanno raggiunto i loro scopi.

Moralmente ti verrebbe da comportarti ugualmente come i tuoi genitori ti hanno insegnato, anche se consciamente ti rendi conto di chi se ne approfitta. Talvolta i valori imparati sono talmente forti e radicati nella tua personalità da risultare difficile accantonarli, anche con chi effettivamente se lo meriterebbe.

Generalmente in questi casi si desiste dal comportarsi da brave persone, con determinati tipi di elementi, solo dopo numerose delusioni. Un colpo dopo l’altro inferto senza alcun rispetto alla lunga infatti, ti fanno aprire gli occhi e ti fanno smettere di credere che se tu sei una brava persona anche gli altri lo sono con te.

Alcune persone sono cattive. Devi prenderne atto. Non basterà tutto l’oro del mondo per far loro cambiare atteggiamento. Ci sono soggetti abituati a prendere senza dare mai nulla in cambio. Sono persone che afferrato un dito, col tempo, pretenderanno tutto il braccio e se tu glielo negherai non esiteranno nel rinfacciarti quanto tu sia egoista e quanto loro abbiamo invece fatto per te.

L’assurdo con questa tipologia di persone regna sovrano. Sono capaci di insinuare dentro di te il dubbio, o, peggio, il senso di colpa più profondo. Le persone buone sono persone empatiche e sensibili. Persone che non farebbero mai del male al prossimo perché sanno cosa significa soffrire e riceverlo quel male.

Conoscono la delusione che si prova quando qualcuno a cui tieni, senza alcun motivo, inizia improvvisamente a trattarti male, ad usarti, come se fossi semplicemente un oggetto finalizzato a rendere più comoda la loro vita, senza darti concretamente la benché minima importanza, quando invece tu tendevi a tenerle su un piedistallo e ad aiutarle in ogni modo.

La situazione peggiora quando persone di questo tipo fanno parte della tua stessa famiglia. In tali casi la convivenza è obbligatoria e interrompere certe dinamiche è estremamente difficile.

Cosa fare in questi casi?

Abituarsi ad ignorare. Ignorare le richieste. Ignorare quel senso di colpa che inevitabilmente ti assale quando rifiuti di assecondare una loro richiesta. Iniziare a porre se stessi sul piedistallo. Iniziare a discernere le richieste lecite da quelle che invece ti nuocciono a vantaggio degli altri.

Essere una brava persona è una cosa ormai rara, preziosa. Non smettere mai di esserlo perché quella persona sei tu e smettere di essere una brava persona per colpe altrui ti porterà inevitabilmente via una parte di te. Preserva questo tuo dono. Impara a riconoscere chi merita davvero di goderne e non farti scrupoli nell’essere egoista, o addirittura mandare a quel paese, nei confronti di chi bada solo al proprio tornaconto.

All’inizio sarà dura. Quella vocina dentro di te cerca di farti sentire in colpa. Resisti. Combattila. Col tempo e la pratica la sentirai sempre meno e sarà bellissimo liberarsi dal senso del dovere verso coloro che non lo meritano.

Il viaggio è nella testa – Riproduzione riservata

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