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Chi critica sempre gli altri è una persona infelice.

Essere migliore degli altri. E’ così che si sentono le persone con alta tendenza alla critica. Tutti conosciamo qualcuno – purtroppo molte sono le persone con questa attitudine negativa – dalla ‘critica facile’. Avere una conversazione di tipo sano con questi soggetti è pressappoco utopistico. Sono persone con profonda negatività interiore che colgono sempre la palla al balzo quando si tratta di gettarla nella vita degli altri, per sentirsi sempre un gradino superiore, per evitare che tutto quel pessimismo che covano dentro li soffochi da dentro.

Una conversazione a senso unico quella intrattenuta con un soggetto criticante. Conversazione assolutamente priva di arricchimento e crescita personale. Una conversazione sana è un dialogo tra due o più persone che porta nutrimento ad entrambi senza il bisogno soggettivo di scavalcare l’altro. Un criticante invece ha come unico obiettivo quello di prevaricare sull’altro, di dimostrare di essere il migliore e di avere sempre ragione.

Si tratta di soggetti privi di contenuti e dalla sterile emotività. Soggetti che incanalano costantemente le loro energie nella ‘lotta’ contro gli altri, consci che il mondo è un posto di cui avere sospetto e verso cui affilare le unghie.

Dopo un confronto con queste persone ti senti arrendevole e privo di energie. Il muro di gomma contro cui ti costringono a sbattere è inespugnabile, le loro idee salde ed imperturbabili.

Un criticante è generalmente una persona molto presuntuosa. La sua presunzione non lascia spazio alla comprensione e all’empatia nei confronti dell’altro. Ecco perchè sono soggetti scarsamente empatici, incapaci di mantenere relazioni sane e durature nel tempo.

Anche le persone che nutrono sentimenti nei loro confronti, col tempo, si stancano di lottare sempre contro i mulini a vento e danno loro l’abbandono. E’ impossibile far ragionare chi proprio non ‘vuole’ vedere al di là del proprio naso.

Presunzione ed arroganza la fanno da padrone e l’intelligenza prima o poi batte la ritirata consapevole che non c’è nemico peggiore dell’ignoranza emotiva di una persona.

Cosa spinge queste persone a criticare tutto e tutti?

La perenne lotta contro il mondo nasconde in realtà ragioni psicologici molto più profonde e radicate. Spesso in Psicologia si parla di ‘meccanismo della proiezione’. Si tratta di un meccanismo di difesa, una sorta di scudo protettivo che queste persone attivano con gli altri.

Un’eccessiva propensione alla critica infatti nasconde un grande senso di inadeguatezza e una scarsa autostima. Paradossalmente si tratta di soggetti che hanno bisogno di contestare tutto e tutti per il semplice gusto di farlo, probabilmente senza una ragione razionale di fondo; semplicemente perchè porsi in posizione di difesa ‘a priori’ ti consente di porti immediatamente su un gradino più alto, un gradino su cui poi difficilmente qualcuno riuscirà a ferirti.

Scendere allo ‘stesso livello’ con il proprio interlocutore significa mettersi in gioco, correre dei rischi; mentre soggetti così psicologicamente fragili tremano al solo pensiero di ‘confrontarsi veramente’ con qualcuno.

Il confronto sano e consapevole implica sicurezza in se stesso, solidità nel pensiero e capacità di esternare al mondo ciò che coltivi nella tua mente.

Una persona ‘risolta’ non teme di soccombere durante una conversazione perchè sa che, in ogni caso, ne uscirà arricchita da quel confronto. Si chiama coscienza emotiva, voglia di mettersi in gioco e di imparare dal confronto con l’altro.

Come comportarsi con un criticante cronico?

L’effetto sorpresa è l’unica arma vincente contro queste persone. Un soggetto criticante si aspetterà che tu ribatta alle sue critiche. Gode nel vedere una tua reazione di disappunto perchè significa che ti ha toccato nel profondo. Abbandonate il campo. Issate bandiera bianca e vedrete che, anche se inizialmente crederà di averla avuta vinta, col tempo, reiterando in questo vostro atteggiamento, gli dimostrerete che non vi interessa la sua opinione, che ‘ non gli state dando importanza’.

Ribattere significherebbe invece buttare benzina sul fuoco e accendere ulteriormente una discussione destinata ad avere un solo possibile vincitore. Lasciate andare. Disinnescate. Sarete in questo modo gli unici ‘vincitori morali’.

Riproduzione riservata

Psicologa Psicoterapeuta Tucci Teresa

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