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Restare in casa così a lungo mi ha reso schiava delle mie dipendenze.

Segretati in casa, lì dove tutto è concesso. Il nostro rifugio sicuro, dove ci sentiamo al riparo da tutto e da e tutti. Dove, però, pur di fuggire dal nemico, lasciamo spazio alle nostre debolezze.


Debolezze che ci sono sempre state ma che svanivano tra un’uscita con le amiche o il figlio da prendere a scuola.
Magari i primi giorni ci dedichiamo a quel libro che tante volte abbiamo rimandato o alla serie Tv che tutti osannano, perchè abbiamo più tempo. Forse, troppo tempo.


Nulla ci basta più e se prima una piccola attenzione ci rimpiva quell’ora libera, ora il giochino si è rotto.
Corso di yoga, lezioni di inglese, ricette nuove. Le abbiamo provate tutte ma le vere valove di sfogo sono quelle in cui ci rifiugiamo più facilmente, perchè compensano l’insoddisfazione con il minimo sforzo.


Alcol, fumo, talvolta droghe ti rivitalizzano così velocemente da buttarti giù altrettanto rapidamente . Se prima lo facevi fuori casa, in compagnia, una sera nel weekend, ora il il richiamo di quelle sirene così invitante è servito h24 senza doverti nemmeno vestire.


Non sono parole buttate lì a caso, sono i numeri a parlare. E scommetto che ognuno di noi guardandosi dentro, sa che è così. Le dipendenze non nascono da una pandemia, né moriranno con la sua fine. Non è un virus virale ad avercele portate in casa, ma erano nostre coinquiline. Si nutrono di incertezze e se anche i piani dei governi falliscono e vengono rettificati giorno dopo giorno, figuriamoci le nostre vite che dipendono proprio da essi.


L’incertezza genera paura, la paura genera destabilità. Vacilliamo e non sappiamo a quale ramo del nostro sterile albero aggrapparci. Allora preferiamo cadere a terra, sperando che l’erba che si dirada intorno al nostro albero attenui la caduta.

L’erba, come l’alcol o qualsiasi altra “droga”, spesso cela un terreno fangoso, a volte addirittura sabbie mobili che ci trascinano e da cui è impossibile rialzarsi.


La soluzione non è affidarsi a ciò che ci sta intorno, bensì curare noi stessi, la radice del nostro albero da cui cresceranno solidi fusti e rami resistenti ad ogni intemperia

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