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Sono ringiovanita di 10 anni. Ho smesso di abituarmi alle persone.

Come ogni inizio settimana, curiosavo su Google per cercare nuovi metodi per rimettermi in forma. Solite solfe, segui una dieta equilibrata, fai attività sportiva, elimina i tuoi vizi. Bla bla bla. In quest’ultima voce, però, mi ha colpito un consiglio. “Prendi l’abitudine a non abituarti a niente”.


Ho subito pensato che potesse essere una sana abitudine per il benessero psichico piuttosto che fisico.


Ma come al solito, l’istintiva che sono, sbagliava ancora un’altra volta.
Mi sono detta che dopo tutte quelle diete, i corsi di Yoga e aver abbandonato le mie adorate sigarette, cosa potesse costarmi provare a fregarmene di qualcuno?

“Talvolta si prende come cattiva abitudine l’essere infelici.”(George Eliot)

Allora ho preso un quaderno e ho segnato tutte le mie recenti chat Whatsapp. Credetemi, è bastata una settimana per rendermi conto che – a parte mia madre e qualche amica – di notifiche nemmeno l’ombra.


Fortunatamente sono una persona molto attiva ed impegnata, perciò non ho bisogno di rifugiarmi in qualcuno per occupare il tempo.


Alla seconda settimana, ho iniziato a metabolizzare. L’abitudine è una droga, non te ne rendi conto finchè non smetti completamente. E della droga, ne imita anche gli effetti.

“Le cattive abitudini sono come i denti guasti: vanno tolte.”(BARONE ROBERT BADEN-POWELL)

Smetterò lo stesso di mangiare cioccolata a tradimento – promesso – ma da quando ho mollato la presa “affettiva” da chi ritenevo indispensabile, sto bene.

Si, sto proprio meglio. E a guardarmi indietro, penso alle tante rughe sulla fronte che mi sarei risparmiata ben volentieri. Rughe segnate dalle pugnalate di quell’amica opportunista, dalle delusioni di uno stronzo che mi prendeva in giro, dal collega che mi sfruttava perchè sarò anche brava, ma tanto fessa.


Ci abituamo a tutto perchè convinte che si faccia così, senza pensarci. Perchè non ci siamo mai fermate a pensarci.


Mai avrei pensato che Google, dopo avermi diagnosticato innumerevoli malattie da buona ipocondriaca, potesse salvarmi per davvero. Semplicemente rinunciando a tutto, tranne all’abitudine di essere felice.

“Se la felicità non fosse fatta di attimi, diventerebbe un’ abitudine. E non ce la godremmo più.”(Roberto Gervaso)

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Giudicatemi debole, ma indosso fiera le mie lacrime.

Non cercarmi online. Sono impegnata ad ignorarti.