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Regalate viaggi non giocattoli ai vostri bimbi. Saranno adulti migliori.

Consumismo, che brutta parola. Eppure è quello che alimentiamo ogni giorno riempiendo i nostri bambini di regali materiali. Quanto sarebbe bello invece riempire le loro menti in modo più costruttivo?

Regalate un viaggio al proprio bambino. Che siate genitori, nonne o zie, perché non aiutare i vostri piccoli cari a vedere realtà nuove, a scoprire nuovi mondi, proprio come facciamo quando leggiamo loro delle favole?

Ovunque ci giriamo vediamo sempre più bambini con tablet, iPad e videogiochi di ogni genere. Lasciare un bambino per troppo tempo davanti a questi giocattoli significa chiudere le loro menti. Proiettarli in mondi irreali che non portano alcun giovamento alla vita reale, senza considerare il fatto che, regalare a dei bambini giocattoli di questo tipo, significa favorire il loro isolamento sociale.

Quando invece bisogna spronarlo questi bambini. Bisogna insegnare loro che il mondo reale è là fuori. Bisogna far loro capire che il nostro mondo è sconfinato, oltre che bellissimo.

Abituare i bambini a viaggiare significa renderli un domani adulti curiosi che ameranno visitare il mondo e, di conseguenza, saranno mentalmente più aperti e propensi ad accettare una realtà diversa da loro.

Viaggiare per un bambino significa quasi sognare. Con quanta meraviglia i nostri piccoli scoprono le novità, proprio come se tutto fosse un gioco. Un gioco meraviglioso che li arricchisce internamente e che li rende mentalmente più ricettivi.

Far viaggiare un bambino significa stimolare quelle parti del suo cervello quali la curiosità, l’apprendimento.

Fate un regalo ai piccoli. Portateli in posti nuovi che possano destare loro meraviglia. Studi psicologici testimoniano quanto sia importante fornire ai soggetti di età infantile esperienze nuove e stimolare la loro crescita mentale.

Viaggiare insieme alla famiglia, inoltre, contribuisce ad accrescere il legame affettivo della stessa. Condividere esperienze nuove insieme, infatti, aiuterebbe a rafforzare ulteriormente i rapporti familiari.

E allora, cosa aspettate? Organizzate un bel viaggio!

Il viaggio è nella testa – Riproduzione riservata

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