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Sindrome da bontà/falsità natalizia. A Natale sono tutti più buoni o più falsi?

Si avvicinano le festività natalizie e già qualcosa cambia nell’aria. Avverti un profumo diverso e diverse cominciano ad apparire anche le persone che ti circondano.

Il tran tran di una routine sempre più movimentata difficile da vedere nemmeno nel periodo più intenso dei saldi. Le strade si affollano. Il traffico dilaga. La corsa ai regali, fino agli ultimissimi giorni disponibili. I preparativi per le rimpatriate familiari. Ecc ecc ecc.

Quanto cambiano le persone a Natale. Cambiano soprattutto nei rapporti col prossimo. Durante tutto l’anno ti vedono per strana e nemmeno un minimo cenno di saluto; sui social onnipresenti ogni volta che posti una nuova storia, una nuova foto…

E poi? Quando te li ritrovi a tu per tu estranei della peggiore specie. Quelli che addirittura fanno finta di non conoscerti…

Ma poi – immancabilmente – arriva quell’inutile messaggio: tanti auguri, auguri a te e famiglia e banalità sempre più scontate, e, sicuramente, non apprezzate.

E’ la sindrome della bontà/falsità del Natale. Diventano tutti più buoni senza nemmeno spiegarsene il motivo. Razionalmente opinabile come decisione, ma, alla fine, te lo inviano quasi tutti quel messaggio.

Come degli automi. Come un gesto rituale dovuto chissà a cosa che ti fa sentire parte di quell’atmosfera quasi surreale che solo il Natale sa portare.

Sembra quasi che se a Natale non mandi quel messaggio tu non faccia parte di non si capisce bene quale gruppo, quale società. Una società improntata alla falsità che, purtroppo, si manifesta soprattutto durante un periodo meraviglioso quale è il Natale.

E sembra quasi una corsa a chi manda più messaggi di auguri. Si svegliano con quel pensiero fisso nell’attesa di ricevere la risposta a quegli auguri, probabilmente per sentirsi più importante.

E scorrono quella rubrica. E scorrono quella lista di ‘fan’ sui social. E il messaggio parte meccanico per tutti, nessuno escluso.

Mi astengo dalla falsità del Natale. Promuovete anche voi la compagnia anti bontà/falsità del Natale: no agli auguri forzati mandati a gente di cui durante tutto l’anno non me ne frega un accidenti.

Il viaggio è nella testa – Riproduzione riservata

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Preferisco rimanere single che con una storia a metà

Forte è chi resta solo invece di perder tempo con un imbecille.