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Astrologia Karmica: chi sei oggi dipende molto dalla tua vita precedente.

Che lo si voglia credere o no, quando veniamo al mondo ci sarà sempre qualcosa di più grande ed immenso di noi che scandirà la nostra intera esistenza. Si tratta della nostra anima, o più semplicemente coscienza passiva.

Siamo spontaneamente portati a pensare che la parte fisica del nostro essere, il nostro corpo, ci identifichi quasi completamente. La verità è che la nostra coscienza passiva, la nostra anima è un qualcosa che nasce prima ancora del nostro corpo. La parte più vera ed autentica di una persona che continuerà a riversare i suoi influssi nel mondo, anche quando del corpo fisico non resterà che cenere.

Esistono momenti in cui senza rendercene conto scatta qualcosa dentro di noi che ci paralizza, turbandoci per un po’. Sensazioni di aver vissuto già una determinata esperienza, aver visitato un luogo o addirittura incontrato già una persona.

Penserete ai classici dejà-vu. Se invece la chiave di lettura fosse diversa stavolta, meno scontata e più allettante: non era solo una sensazione, era la nostra vita precedente che ogni tanto fa capolino ricordandoci ci eravamo e imponendo il suo influsso su chi siamo diventati.

Secondo molte teorie di matrice orientale, esiste un filo di Arianna che collega la nostra vita a quelle precedenti e, di conseguenza, a quelle future. Un legame per cui ciò che siamo, scelte comprese, è il frutto di ciò che abbiamo già provato sulla nostra pelle, ma senza averne coscienza. Coscienza sì, quella che va risvegliata per scoprire chi siamo già stati.

Quante cose del nostro atteggiamento o delle nostre sensazioni non riusciamo a spiegarci razionalmente. E quante volte agiamo nel corso della nostra vita come spinti da un qualcosa di superiore che esula la nostra volontà. Sono gli influssi di chi eravamo e allo stesso tempo gli influssi di chi siamo destinati a diventare.

Ogni anima nasce prima del corpo con un percorso di realizzazione diverso per ognuno di noi. Qualsiasi siano le esperienze che facciamo nella nostra vita rientra tutto in un fine ultimo che siamo destinati a raggiungere.


Come fare a connetterci con la nostra anima? Uno dei metodi è quello del ricordo spontaneo, attivato mediante la un semplice esercizio da replicare facilmente in qualsiasi momento. Immaginate di trovarvi in uno stato simile a quello che percepiamo durante un sogno, con la differenza che la memoria a breve termine dovrà rimanere attiva per ricordare ciò che ci apparirà.

Chiudendo gli occhi, attraverso una respirazione sempre più profonda, la nostra concentrazione andrà via via scemando da ciò che ci appesantisce, ovvero il nostro corpo, spostandosi alla nostra mente, meta e sede dei nostri ricordi, anche di quelli appartenenti alle precedenti versioni di noi stessi.

Per aiutarvi, percepitevi come una mongolfiera che risale sempre più alto, respiro dopo respiro, attraverso le nuvole che vi impediscono di scorgere il passato, finchè esse svaniranno e porteranno alla luce chi eravamo.

Fissate bene nella mente questa immagine per conservarla durante la discesa, che avverrà allo stesso modo ma stavolta per ricongiungersi al corpo.

Vi sentirete arricchiti da nuove risposte e alleggeriti da dilemmi che vi portate dietro da chissà quanto tempo. Questa teoria di una vita precedente prevede non una, due ma innumerevoli vite che segnano determinati schemi o comportamenti che poniamo in essere e da cui spesso difficilmente ci separiamo, fino ad oggi senza un valido motivo.

La domanda è: avrà mai fine questo meccanismo?
La risposta è si, ma solo nel momento in cui l’anima avrà vissuto così pienamente ogni singola esperienza da raggiungere finalmente la perfezione e l’armonia.

Il viaggio è nella testa – Riproduzione riservata

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