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Viaggia dentro di te: è gratis !

Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove.
(Pino Cacucci)

Le radici sono importanti, proprio così. Radici che ci legano a ciò che abbiamo ricevuto in dono o ancora meglio a ciò che siamo riusciti a costruirci. Ti procurano felicità, serenità e, a volte, valvole di sfogo.

Ma quando quest’ultime non riescono a venir fuori o, peggio ancora, sfiaterebbero così prepotentemente da rischiar di nuocere a chi ci è caro, qual è il primo pensiero che ci sfiora la mente, a caldo? Credo di conoscere la risposta, perchè tante ma tante volte tutti abbiamo desiderato di scappare via.

A chi mi domanda ragione dei miei viaggi, solitamente rispondo che so bene quel che fuggo, ma non quello che cerco.
(Michel de Montaigne)

Ricordate l’adolescenza, meraviglioso momento della vita in cui gli sbalzi d’umore erano all’ordine del giorno, in cui bastava una qualsiasi fesseria per sbottare e aprire la porta di casa alla ricerca della libertà tanto desiderata.

Ricordate ancora, i 18 anni, in cui vi sentivate “legittimati” a praticare i vostri diritti, le vostre pretese “da grandi” ma il mondo reale vi chiudeva spesso la porta in faccia.

Per finire, l’età adulta, così tempestata da obblighi, impegni, ansie da esasperare esponenzialmente quella voglia di alienarsi dal mostro della routine quotidiana.

Quale miglior medicina di un viaggio, un viaggio divertente, un viaggio esistenziale, un viaggio di libertà.

Siamo tutti viaggiatori nati. Abbiamo polvere di stelle nelle vene, cartine geografiche con strade d’argento negli occhi e istruzioni per viaggiare fino a Andromeda…
(Fabrizio Caramagna)

Qualcuno potrà trovarlo un facile espediente per risolvere i problemi, ma viaggiare è un’esperienza che va oltre il semplice staccare la spina. La maggior parte delle volte, senza nemmeno accorgercene, lo facciamo per necessità.

Non è come ci arriveremo o cosa visiteremo, ma ciò che conta sono le risposte che cerchiamo, non nei luoghi, ma dentro di noi.

Inconsapevolmente, evadere ci permette di riscoprire qualcosa che è stato smarrito, che ci riconduca a ciò che siamo veramente. Non so se vi sia mai capitato, ma visitando due volte lo stesso posto, vi sarete accorti che, nonostante tutto sia rimasto uguale, lo vedrete con occhi diversi, con colori o forme apparentemente uguali, ma che colpiscono l’attenzione differentemente.

Questione di prospettive, non reali, ma tutte vostre, del vostro Io che non è più uguale alla prima volta. Fateci caso. Una volta, mi è capitato di leggere questa interessante osservazione in un hotel:


Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.
(Benjamin Disraeli)

Forse un’esortazione, forse un avvertimento a non sprecare la nostra occasione come semplici turisti, bensì da viaggiatori. Il mio consiglio è quello di assaporare fino in fondo ogni profumo, ogni panorama inaspettato, ogni suono improvviso, ogni sensazione nuova. Perché dovrete essere voi a sentirvi nuovi, altrimenti sareste rimasti comodamente a casa, sul divano, a scervellarvi sui soliti problemi che vi affliggono.

Il più bel viaggio, è quello che non è stato ancora fatto.
(Loick Peyron)

Perciò non siate mai sazi. Sentitevi perennemente una tabula rasa, da scrivere e riscrivere continuamente, perchè non si finisce mai di conoscere se stessi.

  • JEREMY

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Forse la vita inizia a 40 anni.

Niente ferisce e avvelena quanto la delusione.