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Se non ti cerca, non ti vuole e non va più cercato.

‘Magari ha avuto un contrattempo o sarà stato trattenuto a lavoro’ …

Magari ha avuto un contrattempo o sarà stato trattenuto a lavoro…
Sono queste le principali spiegazioni che diamo a noi stessi per giustificare il comportamento errato di quella persona che ci piace tanto, ma che, evidentemente, non nutre lo stesso interesse nei nostri confronti.

Proviamo a giustificare troppo spesso i comportamenti sbagliati di qualcuno?

Se riflettendoci attentamente ti rendi conto che troppo di frequente tendi a giustificare, nascondere o coprire le azioni di qualcuno, pensa che stai sbagliando.
Stai sbagliando a dare valore a chi a te di valore non ne ha dato per niente.
Stai sbagliando a sperare che con il tuo amore e la tua comprensione riuscirai a cambiare quegli atteggiamenti che oggi ti fanno soffrire.
Sbagli se pensi che quella persona ha solo bisogno di tempo affinché inizi a capire che splendida persona ha la fortuna di avere al suo fianco.

Cerchi di aiutarlo o stargli vicino più del dovuto infischiandocene di quello che proviamo realmente noi?
Stai sbagliando.
Stai permettendo a qualcuno di tenere in mano le redini della TUA vita e di giocarci a suo piacimento.
Nessuno dovrebbe arrogarsi questo diritto se non la diretta interessata e cioè TU.

Quando si pensa troppo a qualcun altro e non a se stessi si sta sbagliando.

Se non si fa sentire non serve a nulla giustificare quella persona. Prendi solo in giro te stessa.
E’ difficile non cercare qualcuno che vorresti invece sentire ogni minuto della tua giornata, è vero, ma va fatto.
Se sei sempre tu a doverlo aspettare, se ogni volta ha un scusa per rimandare qualcosa che invece a te farebbe tanto piacere fare, se quando lo chiami chiude subito la telefonata adducendo a mille scuse ed impegni che lo tengono lontano dal telefono e da te, probabilmente non sei tu ad essere sbagliata.
Hai solo sbagliato persona.

Dovremmo trovare il coraggio di lasciare andare chi ci fa soffrire.

Dovremmo volere più bene a noi stessi e meno a chi ci fa del male.
Chi non ci cerca, non ci scrive, ci lascia soli, ci tratta male, non rispetta la nostra sensibilità e in genere il nostro modo di essere e che quindi non ci merita.
Inutile dare terze, quarte possibilità se la seconda non è nemmeno stata colta.

Spesso ci aggrappiamo alla sofferenza per timore del domani, per mancanza di coraggio o per paura di rimanere soli, sbagliando.
Non ci rendiamo conto che è meglio un forte dolore oggi piuttosto che una lenta e costante sofferenza che si protrae durante tutto il resto della nostra vita.

Riproduzione riservata – Il viaggio è nella testa

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