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Lo straordinario potere di ‘andare avanti’.


Ho sviluppato una forza interiore che mi ha fatto dimenticare la povertà in cui versavo, la sofferenza, la solitudine e la frustrazione. (Nelson Mandela)

La vita con le sue innumerevoli sfide mette alla prova ognuno di noi. La capacità di sopravvivenza – detta Resilienza – non è innata. Quello straordinario potere di risollevarsi dalle ceneri te lo devi sudare. E’ un percorso personale che non tutti riescono o vogliono compiere.

Ci son persone talmente abituate a crogiolarsi nel vittimismo che di fare introspezione e di lavorare profondamente nella propria interiorità non ne vogliono proprio sapere.

Generalmente amano lamentarsi con gli altri e sfruttano ogni momento possibile di dialogo per raccontare la lunga serie di sventure che angustia le loro vite (cerca di starne alla larga).

Ci sono poi persone naturalmente predisposte alla reazione; persone che non si lasciano annegare nella tempesta naturale che è la vita ma che prontamente trovano la forza e vanno avanti, più forti, anche se- magari – più soli. Imparare a camminare con le proprie gambe a prescindere da chi si ha a fianco è davvero una grande conquista, probabilmente la più grande a cui una persona possa ambire nel proprio cammino personale.

In base alle attitudini caratteriali si può essere più o meno predisposti a non gettare la spugna. Anche il proprio background, la famiglia o le proprie esperienze di vita, possono influire fortemente sulla capacità che ha ognuno di noi di non lasciarsi andare.

Ci sono poi quei soggetti messi così duramente alla prova dalla vita che dopo cinque, sei cadute perdono completamente la forza di reagire. 

Abbandonarsi al dolore è una forma di superamento.

Può sembrare semplice soccombere al dolore: abbandonarsi alla sofferenza alle volte sembra meno doloroso che affrontare il problema stesso. Affrontare quella cosa o persona che ci rende infelici è più dura, perché richiede un salto nel vuoto iniziale: non sai a cosa ti condurrà ma sai certamente che all’inizio reagire farà veramente male; non esiste felicità così grande di quella conquistata dopo un grande dolore. 

Snaturare se stessi per mantenersi a galla è una soluzione di comodo. Subire passivamente le situazioni e gli eventi inizialmente può sembrare ‘sopportabile’. Ma alla lunga è pericoloso. E’ rischioso soffocarsi per troppo tempo, prima o poi si rischia di scoppiare.


Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi. (Vince Lombardi)

Essere o meno persone Resilienti non è un modo di essere, è una scelta, 
una scelta costruita nel tempo e con le delusioni, mattone dopo mattone contestualmente alla riscoperta dell’amore di sé.


Resilienti significa volersi nuovamente bene e accettare finalmente di non avere colpe se questa o quella persona ci ha abbandonati o se quel tragico evento è capitato proprio a noi.


Le situazioni più difficili capitano a tutti nella vita e capitano perchè tu possa imparare una lezione. Occorre tenere a freno il dolore che offusca la nostra mente e compromette la nostra lucidità di pensiero e concentrarsi sulla lezione che la vita sta cercando di insegnarci.


Accettare passivamente e con rassegnazione il dolore è sbagliato, ma è una condizione necessaria volta a dare in seguito la spinta che ci farà reagire. Dopo la tempesta spunta sempre il sole, mai dimenticarlo.


Quello che non mi uccide, mi fortifica. (Friedrich Nietzsche)

Il viaggio è nella testa – Riproduzione riservata

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