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Deve valerne la pena. Perché di stare ancora male per qualcuno ne faccio volentieri a meno.

Una persona abituata alla solitudine difficilmente troverà qualcuno per cui rinunciare a questa sua ‘libertà’. La solitudine spaventa, ma quando questa è una ‘conquista’ diventa poesia. Una poesia interiorizzata che diventa lentamente parte di te. Di te che – molto probabilmente – hai dovuto fare i conti con un’assenza assordate.

La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista. (Bernardo Bertolucci)

La solitudine non è quasi mai una condizione voluta. Più probabilmente si tratta di una situazione in cui ti ci hanno forzatamente messo e che all’inizio deve esserti pesata da impazzire.

E si impazzisce all’inizio… Si impazzisce veramente. Quando ti svegli di soprassalto da quel sogno che ti eri costruito il risveglio è brusco.

Fa male restare da solo quando il silenzio che ti circonda ha un nome e un cognome. 

Occorre tanto tempo prima di iniziare ad apprezzare la solitudine. Quando capisci che le uniche cose che puoi controllare sono le tue reazioni a quel dolore.

La solitudine diventa una condanna solo se lo vuoi tu. Non hai bisogno di riempire i tuoi vuoti con presenze distratte o fugaci, l’unico modo per stare bene veramente è riempiendolo di cose che ami e che ti fanno stare bene.

La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene stai benissimo, se sei solo e stai male stai malissimo.
(Giacomo Leopardi)

La solitudine deve essere un utile spunto per mettere in pausa tutto il resto del mondo. Perché è proprio quel mondo che con le sue frenesie ed imposizioni a farti dimenticare chi sei e che cosa vuoi.

Corrono come se avessero il fuoco sotto il sedere in cerca di qualcosa che non si trova.Si tratta fondamentalmente della paura di affrontare se stessi, si tratta fondamentalmente della paura di essere soli.
Invece a me fa paura la folla.
(Charles Bukowski)

Conosco tante persone costantemente circondate da gente che in realtà sono fuochi di paglia, ardono in pubblico quasi fossero stelle ma nel privato, tra le quattro mura delle loro case soffrono terribilmente perchè non hanno imparato a godere della solitudine.

Quando la solitudine diventa una compagnia? Quando impari a bastarti e non senti più il bisogno di trascorrere il tuo tempo riempiendolo con CHIUNQUE.

Riproduzione riservata – Il viaggio è nella testa

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