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Chi usa queste ‘frasi’ nasconde un passato traumatico.

Un trauma subito nell’infanzia può avere strascichi importanti nella vita del soggetto adulto. Basta un profumo, un colore, un ricordo per far scattare una reazione in una persona che ha avuto un trascorso difficile. Una reazione più o meno evidente agli occhi degli altri, ma profondamente significativa per il soggetto che la avverte. Una sensazione spesso debilitante anche per diversi giorni.

L’uomo porta dentro di sé le sue paure bambine per tutta la vita. Arrivare ad non avere più paura, questa è la meta ultima dell’uomo. (Italo Calvino).

Spesso ci portiamo dietro abitudini di pensiero e di comportamento che affondano le loro radici in traumi infantili o adolescenziali che non siamo riusciti completamente a superare nell’arco della nostra vita.

Sono comportamenti sbagliati e pensieri negativi fortemente radicati dentro noi perché in passato ci hanno segnato, seppur in negativo. Le esperienze positive ti lasciano un bel ricordo, ma quelle negative ti segnano indelebilmente. Soprattutto se vissuti in una fase di formazione così delicata qual è l’infanzia.

Già Sigmund Freud affermava la necessità di un soggetto di proteggersi in età adulta da situazioni negative vissute nell’infanzia. E’ un atteggiamento volto a difendersi da qual dolore causato da suddetta esperienza, un dolore ancora profondamente vivo nella sua psiche.

Quando qualcosa fa male, quando il ricordo di un dolore genera ancora dolore qualcosa non va e bisogna intervenire. Bisogna intervenire quando nonostante lo scorrere degli anni un dolore passato è ancora così vivo e forte nel soggetto. Si rischia di non riprendersi più in questi casi, perché – anche se il soggetto interessato lo nega o prende sotto gamba la situazione – gli strascichi ci sono e saranno sempre più debilitanti. 

Si tratta di un vero e proprio trauma. Etimologicamente dal greco ‘lesione’ o ‘danneggiamento’. Si verifica quando qualcosa di forte e decisivo crea una rottura (una lesione) nel soggetto e nella sua psiche. 

Un trauma può nascere da differenti esperienze negative: abuso emotivo, perdita di un componente familiare, esposizione alla violenza domestica.

Non riesco a pensare ad alcun bisogno dell’infanzia altrettanto forte quanto il bisogno della protezione di un padre. (Sigmund Freud)

Le frasi che nascondono un passato traumatico.

  • Sento come se mi mancasse qualcosa nella vita. E’ una delle prime fasi che risuonano come un campanello d’allarme quando ci si trova di fronte ad un soggetto con un passato traumatico. Sentirsi come se mancasse sempre qualcosa e non riuscire concretamente a identificare l’oggetto che potrebbe far svanire questa mancanza è sicuramente sinonimo di trascorso traumatico. Durante l’infanzia un soggetto costruisce la sua identità e di conseguenza le sue certezze. Avere una personalità definita e forte e delle certezze concrete e stabili nell’infanzia significa diventare un adulto forte e consapevole.
  • Non sento più emozioni, sono diventato apatico. Le esperienze negative capitano a tutti nella vita, ma ciò che fa la differenza è il modo in cui si reagisce ad esse. Mantenere comunque un atteggiamento positivo di fronte a queste esperienze è sinonimo di maturità emotiva. Soggetti che rispondono con l’apatia a questo tipo di situazioni sono soggetti ‘traumatici’, soggetti che per qualche episodio accaduto in passato non sono riusciti a maturare questa capacità di reazione al dolore nella vita.
  • Attraggo sempre situazioni e persone sbagliate. Ciò che ci succede nella vita è assolutamente ‘casuale’, tuttavia quando a ripetersi sono sempre le stesse dinamiche – con situazioni o persone – significa che qualcosa nella nostra capacità di scelta non va. Quando attiri sempre le stesse persone con le stesse dinamiche di coppia significa che qualcosa in te va affrontato. Siamo soliti ripetere inconsciamente circoli viziosi che ci fanno male e che ci conducono inevitabilmente alle medesime conclusioni.

Cosa fare per interrompere questi circoli viziosi che ci fanno male?

  • Il primo passa da compiere è l’autoanalisi. Solo prendendo piena coscienza della situazione sarà possibile agire per modificare certi meccanismi tossici che ci portiamo dietro dall’infanzia.
  • Scoprire completamente la ferite è il secondo passo da compiere. Basta omissioni, basta bugie con se stessi e gli altri, basta far finta che vada tutto bene. Hai un disagio interiore e non sai come fare. Questo significa che qualcosa non va e che qualcosa va ‘assolutamente’ fatto.
  • Se dopo l’autoanalisi non si è riuscito a trovare una soluzione occorre rivolgersi ad uno specialista. Basta davvero poco per uscire da certe situazioni, basta volerlo veramente.

Riproduzione riservata – Elena Tucci

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