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Come trattare le persone che funzionano solo in MODALITA’ LAMENTO.

Siamo stati tutti un po’ vittime nella vita e, sicuramente, ci capiterà di esserlo ancora e ancora in futuro. In effetti, ogni tanto, fa anche bene abbandonarsi ad una sana ma costruttiva lamentela, a patto che, duri il tempo di un caffè…

Giusto il tempo di un pianto rigenerante sulla spalla dell’amica di sempre (necessario, a volte, per recuperare le forze e andare avanti più forte e battagliera di prima).

C’è qualcuno invece che sembra aver trovato la sua dimensione ideale nel calarsi ripetutamente in questo ruolo. Rifletti… Leggendo questo incipit ti è subito venuto in mente qualcuno – e forse, anche più di uno…

Ce l’abbiamo tutti nella vita: quell’amico, parente o conoscente che sia (terribile quando si tratta del tuo capo) che, puntualmente, quando ti parla, dopo soli 0,1 secondi, parte a raffica con i suoi soliti ed estenuanti lamenti. Facile interagire con quelli che vediamo di rado, il vero problema sussiste quando con queste persone dalla lamentela facile dobbiamo rapportarci obbligatoriamente ogni giorno.

Non fare altro che brontolare, e non agire – ecco come si butta via la propria vita.
(William Morris)

Assumere il ruolo della vittima sembra essere per alcuni un comodo paracadute da aprire ogni volta che un povero malcapitato si mostra ben disposto ad ascoltare. Facile lamentarsi della vita, degli altri, del fato, di Dio piuttosto che ammettere le proprie colpe ed assumersi le proprie responsabilità.

Occorrono una grande maturità ed un grande coraggio per compiere questo passo, perché, ammettere di poter fare qualcosa per cambiare le cose significa poi dover trovare il coraggio di agire….

E agire, per una persona che ama crogiolarsi nelle lamentele, sarebbe troppo impegnativo quanto impossibile. Meglio disperdere le proprie energie passando il tempo a lamentarsi piuttosto che impiegarle coscienziosamente nel modificare la situazione da cui esse sono scaturite…. E allora?

Se qualcosa non ti piace, cambiala. Se non puoi cambiarla, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti.
(Maya Angelou)

Come fare a riconoscerli a monte, evitando di sorbirsi le energie negative che queste persone sono solite lasciare?

Ecco alcune caratteristiche comuni che possono aiutarci a riconoscere una persona affetta da vittimismo cronico:

  • distorcono la realtà
  • trovano conforto lamentandosi
  • attribuiscono sempre i loro problemi e i loro fallimenti a terzi
  • non fanno mai un esame di coscienza onesto
  • tendono a manipolare le persone impietosendole.

Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa più accorgersi di un tramonto. Chiudo gli occhi. Mi scosto di un passo. Sono altro, sono altrove.
(Alda Merini)

Non fate il loro gioco. Soprattutto se siete empatici e propensi ad aiutare gli altri, quando individuate una persona con queste caratteristiche se potete FUGGITE. Se siete ormai in trappola ed il vostro aguzzino vi tiene in pugno con qualche sua lamentela struggente, limitate l’interazione. Fate apparire la sua storia per quello che è.

Datele il peso che ha realmente e non lasciate che quella persona la enfatizzi. Il rischio peggiore quando ci si rapporta a questo tipo di persone è di farsi assorbire la propria energia positiva.

Fateci caso. Ogni volta che qualcuno si lamenta eccessivamente di fronte a voi man man cominciate a sentirvi sempre più deboli, sempre più cupi.

Questo succede perché queste persone – per risollevarsi dai loro drammi – scaricano sugli altri le loro energie negative assorbendo quello che di positivo trovano negli altri.

E’ la loro linfa vitale per evitare di soccombere di fronte a tutto il loro pessimismo.

Fate molta attenzione.

 

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Si trova sempre qualcosa di cui lamentarsi.
Ma – con un po’ più di impegno – si trova sempre anche qualcosa di cui essere felici.

 

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Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno, di niente,
perché in fondo
Tu hai fatto quello che volevi nella vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.
Non lamentarti mai della tua solitudine o della tua sorte,
affrontala con valore e accettala.
In un modo o in un altro
è il risultato delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.
Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.
Accettati adesso
o continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento è buono per cominciare
e che nessuno è così terribile per cedere.
(Pablo Neruda)

Elena Tucci – Riproduzione riservata

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